21-27 agosto 2009

Anita * Dino *Emilio* Simona * Vito / guest stars: Flavia * Marcello

Approdiamo sull’isola maggiore del golfo di Napoli dopo circa 6 ore di viaggio: auto + traghetto. Ischia ci appare subito solare, bella, caotica e affascinante. Trovare il residence ‘Casa della Vela’ a Casamicciola è un’impresa. Purtroppo delude le nostre aspettative. La villa è in ottima posizione, ha il suo charme, ma l’interno è vecchio e cadente e il bagno lascia a desiderare. La piscina è tutta per noi e a fine giornata le tocca! Le scomodità non ci scoraggiano, siamo pronti a goderci il caldo e gli agi di un’isola meravigliosa, verde, montuosa, dai sapori sorprendenti. Ha una tradizione agricola e si sente. Il terreno vulcanico ha reso tutto più semplice, perché coltivare a terrazze non lo è affatto. Numero uno: la bruschetta coi pomodorini isolani. Ischia ha sette comuni e un vulcano centrale spento: il monte Epomeo. Tutt’intorno le cale con le fumarole tra le pietre, in acqua, dove si possono rassodare le uova e lessare le patate. Occorre prudenza perché l’acqua raggiunge i novanta gradi. Curiosità: un manifesto funebre ricorda ai passanti che è passato a miglior vita il signor Gennaro Febbraio e i tre cognomi più diffusi dovrebbero essere: Di Meglio, Calise e Mattera, poiché li leggevo ovunque. Sorprese: a Ischia fanno la raccolta differenziata e non c’è mondezza in giro + i bagni degli autogrill in cui abbiamo sostato erano puliti. Specialità culinaria dell’isola è il coniglio di fossa e chi non prova pena lo degusta al Bracconiere.

Day 1 – Dopo il viaggio, cena da Zelluso e passeggiata zombie per le vie dello shopping tra Ischia Porto e Ischia Ponte.

Day 2 – Cala di Sorgeto, in località Panza. Qui a riva tra le rocce non si sta per via per bollore, ma un po’ più in là è una favola. Ci feriamo i piedi. Il pranzo è presso il ristorante panoramico del parcheggio. Dieci.

Day 3 – Il giro dell’isola è di 38 km e passiamo più volte, non nella stessa giornata!, da Lacco Ameno, dove c’è lo scoglio del Fungo; da Forio, esteso, ci sono gli Scogli Innamorati e dal piazzale della chiesa bianca che più bianca non si può prospiciente il mare aspettiamo il raggio verde al tramonto. La giornata era iniziata al Lido di Maronti, ma sorvoliamo e ci infiliamo nella gola di Cava Scura. Qui troviamo delle terme antichissime, con vasche d’epoca, che però non ci sfagiolano e torniamo indietro. Ci fermiamo in un posto di cui ci fanno grande pubblicità e in breve ci ritroviamo a mollo in pozze fangose, brodose, verdi, da farci sentire rane. Sicuramente siamo noi quelli sbagliati, non sappiamo apprezzare e a pranzo teliamo verso il ristorantino appena fuori le mura e mangiamo veramente bene spendendo poco e quando diciamo poco vuol dire il giusto. Con un taxi boat ci facciamo portare sulla montagnola di fronte a Sant’Angelo, alle Parate. Il monte è unito alla terra ferma da un istmo. La sera l’equipe è ormai al completo e torniamo in zona, visitiamo il paese più grazioso dell’isola: Sant’Angelo, appunto. Anche se è notte il panorama è apprezzabile, la vista su Serrata Fontana ci dà l’impressione di esserci calati in un presepe; il tour al buio tra le case è divertente.

Day 4 – Capri. E’ davvero stupefacente, bella come le dive che dal dopoguerra a oggi hanno cambiato il volto dell’isola napoletana più lontana dalla terraferma, il resto lo fa la natura e la cura degli uomini che tengono al business. Diciamo no alla grotta azzurra perché c’è troppo da aspettare, si entra un po’ alla volta, è caro e si rischia di non vedere altro. Volete sapere perché è famosa? E’ una grotta normale che è sprofondata di un sacco di metri; l’ingresso è 2 x 1 e all’interno è buio pesto, l’unica luce che entra, entra dal fondo e pone in risalto l’azzurro del mare caprese: una meraviglia! Saliamo ad Anacapri col microtaxi e poi in cima alla vetta con la seggiovia. Anacapri è meno affollata della sottostante Capri. Per scendere, tre saggi scelgono il bus e tre + 1 scriteriati scelgono la scala fenicia. La piazzetta di Capri è un quadrato, l’intero paese è sovraffollato. Le vetrine sono perle. Ci sono molti sentieri. Alcuni sostano ai giardini di Augusto, altri percorrono via Krupp fino a Marina Piccola. I faraglioni sono visibili da quasi ogni terrazza. Si torna a Marina Grande in funicolare.

Day 5 – the best day: Poseidon, in località Forio, spiaggia di Citara. Complesso termale privato fuori di testa nella natura, tra roccia e mare, piscine su piscine, disposte a terrazze, si segue un percorso. Passiamo una giornata indimenticabile.

Day 6 – Ischia Ponte. C’è chi fa il bagno all’ombra del castello aragonese e chi sale a godere del panorama mozzafiato respirando storia e brezza. Nel pomeriggio raggiungiamo Procida, l’isola dove girarono Il Postino. Ha tradizione marinara e un turismo di passaggio, è la parente povera delle altre due. Marina Corricella presenta un’unica casa, tanto sono incastrate l’una con l’altra le deliziose casupole color pastello.

Da Serrata Fontana, la notte, ammiriamo un’isola sulla quale prima o poi torneremo.

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