Sulla strada per Praga.

Non so se parlare di coincidenza oppure di cosa voluta, ho visto almeno tre targhe tedesche, come dire, personalizzate? Pare di sì. Dunque, se la lettera prima dei due ‘bollini’ indica la città allora ho letto: S : OPHIA e AM : OR e il suo anagramma RO : MA. E Roma e Amor viaggiavano pure insieme. Un’altra coincidenza? Era nevicato da poco sulle alpi e di più sul versante austriaco. L’inverno è stato particolarmente inclemente, le nevicate copiose. In Germania scenografici campi di luppolo e un’esplosione di pannelli solari. Monaco di Baviera: siamo passati accanto allo stadio del Bayern l’Allianz Arena, una vera meraviglia. Assume i colori delle squadre che vi si scontrano. Monaco deriva da Moench, cioè monaco, frate. Furono loro a rendere celebre la birra tedesca. E’ famosa la Augustiner, dall’ordine degli Agostiniani, e la HB Hofbraeuhaus, di casa reale. Mi ha fatto una certa impressione la vastità del posto di frontiera con la Repubblica Ceca. Oggi i padiglioni sono vuoti e un tempo erano pieni di gente che vi lavorano, che vi sostava e che pativa perché non poteva uscire o entrare. Il paesaggio resta uguale, ma la condizione dell’autostrada ci dice che forse non siamo più in Germania? E’ così. La città di Praga è divisa in 22 distretti e noi abbiamo girato per Praga 1. Noi abbiamo conosciuto il meglio, ma fuori i paesi sono sparuti e appena tristi; non parliamo delle città, anche se in via di modernizzazione hanno mantenuto i casermoni di epoca sovietica, perché le persone un tetto lo devono avere. Li hanno colorati, ma non è bastato a cancellarne l’identità. Nelle campagne girano i cerbiatti, i nuovi arrivati dopo il lungo inverno, che non se n’è andato del tutto, ma noi portiamo il sole e il sole fu. Le vacanze pasquali hanno portato i praghesi fuori città, dove hanno le loro ‘dacie’, si chiamano così in Russia, sono casine in campagna, alcune senza elettricità. La città non lavora o quasi, la città è per noi e il centro è chiuso agli autobus. Praga è una città moderna e pulita.

Un po’ di numeri.

Il calzaturificio BATA esiste dal 1895. Altro vanto nazionale sono la SKODA e il cristallo di Boemia, forse meno raffinato dello Swarowski polacco. La disoccupazione è del 3% a Praga e del 6,5% nel resto della repubblica; nella regione delle miniere di carbone ormai chiuse è del 10/12%. In questo periodo di crisi il flusso turistico è calato del 30/40%. Il fiume di Praga è la Moldava profondo in città 8 m. Il fiume è lungo 430 km, è un affluente dell’Elba, sfocia nel Mare del Nord. Nel 2002 il fiume è uscito dagli argini e ha allagato il centro storico raggiungendo un’altezza incredibile, l’altezza di 1 persona; fu un disastro, l’alluvione peggiore tra le documentate. Mozart amava Praga e vi è stato a suonare 5 volte. Per Praga ha composto il Don Giovanni. Nel cimitero ebraico in città riposano 120.000 persone. Vi sono ben 12 strati di tombe. Nel 1787 cessarono di inumare in pieno centro. Gli ebrei sono presenti dal X/XI secolo. Furono cacciati tra il XVII e il XVIII secolo. Tornarono nel 1781 con l’editto di tolleranza. Nel 1848 ottennero la completa libertà. Nel 1850 il ghetto fu definitivamente annesso alla città di Praga. Nel campo di concentramento di Teresin, in repubblica ceca, portarono 15.000 tra bambini, ragazzi e intellettuali. Tornarono in 95. In tutto furono uccisi 80.000 ebrei. L’impero asburgico regnò su questa terra per 400 anni fino al 1918. Fino all’invasione della Germania nel ’39 ci fu la repubblica e un periodo di prosperità. Il 9 maggio 1945 lo stato fu liberato e finì sotto la grande madre Russia. Il 1968/69 si ricorda per la ‘primavera di Praga’ quando la popolazione si ribellò al comunismo. 1 croce a terra presso la piazza San Venceslao rammenta ai posteri dove 1 giovane si diede fuoco in nome della libertà. Nel 1989 la Cecoslovacchia si liberò del comunismo con la rivoluzione di velluto e nel 1993 ceci e slovacchi si divisero. Pare che tra i 2 popoli non corra buon sangue. La repubblica ceca si divide in 3 regioni: Boemia, Moravia e Slesia. Praga ha una superficie complessiva di 500 kmq. Gli abitanti sono 1.200.000, i quartieri sono 22 e il centro è protetto dall’Unesco. La repubblica ceca detiene 2 record europei: 166 l pro capite di consumo di birra annuo e il maggior numero di atei. Sono cattolici, ma hanno cominciato a ‘perdere la fede’ tanti anni or sono e il comunismo li ha allontanati ancora di più. La celebre defenestrazione di Praga avvenne nel 1618. 3 ufficiali asburgici vennero gettati dalla finestra del palazzo reale e finirono su paglia, fieno e letame. Si salvarono, ma l’atto fu simbolico e diede inizio alla guerra dei 30 anni. Al numero 22 della via degli alchimisti abitò per 2 anni lo scrittore Kafka. Il ponte Carlo è lungo 500 m e risale al XIV secolo come il vecchio municipio accanto all’orologio astronomico del 1410. La sua torre è alta 60 m. Si stima che Praga sia visitata da 400.000 turisti all’anno. A 1 ora circa da Praga sorge il castello di Carlo IV, Karlstein, la sua residenza estiva. Poiché era comunque fredda, le pareti erano ricoperte dal legno e dagli arazzi e ogni ambiente prevedeva 1 ampio camino. Costruito in 20 anni risale al XIV secolo. L’architetto è lo stesso che sotto di lui abbellì Praga (Carlo ne ideò la pianta a scacchiera, una vera innovazione per l’epoca): Pietro Parler e il castello è uno squisito gotico francese, mai demolito ma saccheggiato e restaurato più volte. Le mura della torre che custodiva i gioielli della corona sono spesse 9 m. Il castello ha 3 corpi: la torre che custodiva i gioielli; l’ala riservata alle donne e quella riservata al potere, cioè agli uomini. Carlo ebbe 4 mogli, tutte decedute di morte naturale. Carlo parlava 5 lingue: ceco, tedesco, italiano, francese e latino. La corona del re boemo possiede circa 90 pietre preziose, tra cui il rubino più grande al mondo. Il candelabro ebraico classico possiede 7 braccia come i giorni della settimana. Quando suona l’ora l’orologio astronomico si anima: si aprono 2 finestrelle e sfilano in cerchio i 12 apostoli. Più sotto si muovono 4 statue: la morte, 1 turco (simbolo di prosperità, pur non avendo mai invaso il territorio), 1 usuraio e 1 vanitoso. Praga sorge su 7 colli come Roma.

Qualche persona morta.

Le consorti di re Carlo IV: Bianca di Valois, Anna del Palatinato, Anna di Slesia e Elisabetta di Pomerania. Lui era figlio di un nobile del Lussemburgo e di Elisabetta dei Premistridi (nobiltà locale); nacque nel 1316 e visse 62 anni. San Giovanni Nepomuceno fu ucciso gettato dal ponte Carlo. Un’incisione sul ponte ricorda l’evento, ce ne sono ovunque, ma questa è la più famosa e bisogna toccare l’immagine per essere sicuri di tornare a Praga. La nonna di San Venceslao era la santa Ludmila, sempre raffigurata con una sciarpa al collo a ricordare che fu uccisa per strangolamento dalla nuora. San Venceslao stesso morì trafitto da una spada per mano di suo fratello. E’ il loro primo martire. Praga è la città di Kafka e di un poeta scrittore meno celebre all’estero ma importantissimo; si chiamava Jan Neruda e il più conosciuto Pablo leggendone i versi ne rimase affascinato al punto da volersi chiamare Neruda come il praghese. San Vito era italiano, siciliano. Le sue spoglie furono trafugate a Pavia e portate a Praga. Aveva subito il martirio nell’olio bollente. San Vito ha accanto a sé un gallo, simbolo di gioventù e di coraggio. Il cognome Kafka significa ‘gazza’. Scriveva in tedesco. Nella opulenta chiesa rococò di San Nicola l’organo fu suonato da Mozart. Sulle tombe degli ebrei le mani alzate simboleggiano i Coen. La brocca i Leviti. La pigna l’immortalità degli ebrei. Poi ci sono i Baer (Orso), gli Hirsch (Cervo), i Loew (Leone) e così via. Accanto al cimitero sorge la casa delle cerimonie, l’obitorio. Una delle sinagoghe visitate propone all’ingresso e nel matroneo (piano superiore) le pareti dipinte coi nomi e le date di nascita e di morte di tutti gli ebrei cechi morti nell’ultimo conflitto mondiale. Entrando si ha la sensazione di sentire le loro voci, un brusio indistinto di quelli che oggi sono solo un nome e un paio di date su un muro, ma che vissero sereni fino al giorno in cui qualcuno decise per loro che era ora di soffrire. Erano benestanti, lo confermano i disegni dei ragazzi esposti nel matroneo. Li si vede vestiti e pettinati come richiedeva la moda all’epoca, che loro si potevano permettere; seduti insieme a tavola a celebrare la festa. Teresin fu il luogo in cui deportarono di proposito ragazzi e intellettuali, servì alla propaganda nazista affinché il mondo vedesse che agli ebrei non veniva torto un capello e che il campo aveva il compito specifico di educarli. Ci sono disegni che ci raccontano che facevano teatro, ma era un’illusione. Le foto di alcuni bambini ritratti a casa, felici e sorridenti, fanno male, è come avere una spina nel cuore.

Leggende.

Praga fa parte del triangolo della magia, che comprende: Torino, Lione e Praga. Nel quartiere di Mala Strana e sull’isola di Kampa, si possono vedere strane figure la notte, come il diavolo sul ponte con la ruota del mulino. Il rabbino Levi visse nel XVII secolo, fu amico di Rodolfo II, creò il Golem, essere artificiale fatto di argilla, che lavorava per la gente durante la settimana e riposava il sabato. Al rabbino è tuttora attribuita la capacità di esaudire desideri, quindi si lascia il proprio sulla sua tomba. Il Vicolo d’Oro era la via degli alchimisti e si conserva in perfetto stile medievale. Cercavano la pietra filosofale, per questo i re boemi li tenevano vicini al loro palazzo. L’orologiaio che costruì il bell’esemplare astronomico fu accecato perché non rivelasse il suo segreto. La tradizione vuole che a Pasqua le uova vengano decorate in maniera fantasiosa e che il vimini venga intrecciato fino a formare un frustino a capo del quale si mettono dei nastri colorati. Prima della festa i ragazzi possono picchiarci le ragazze, poi scatta la vendetta e le colpite possono versare acqua fredda sui loro aguzzini. La fondatrice della stirpe dei Premestridi era erede al trono, ma non vollero che fosse una donna a comandare, così la regina sposò un contadino.

Curiosità.

Il liberty, di cui Mucha fu grande esponente, impazza a Praga, soprattutto in Via Parigi, dove oggi sfilano l’una accanto all’altra le boutiques grandi firme. Il quartiere ebraico si rivelò sovraffollato e più malsano che mai, quindi sul finire del XIX secolo si decise di abbatterlo e ricostruirlo. I soldi non mancavano e i palazzi in stile liberty sorsero come grattacieli per l’epoca. Sono uno spettacolo. La casa ballerina, detta anche Ginger & Fred, è un’opera recente e ‘balla’ veramente, è in movimento, pur ferma. E’ deliziosa. La prima donna premiata col Nobel era praghese. La Torah è la Bibbia degli ebrei. Non si può toccare. Il rabbino srotola la lunga pergamena su un tavolo servendosi di grossi rotoli di legno (mi pare fossero di legno) e per seguire le scritte (da destra a sinistra) usa una manina d’argento. Anche l’orologio si legge al contrario. Gli ebrei non portano fiori ai defunti ma pietre, perché il fiore simboleggia la vita. Non soltanto durante la II guerra mondiale gli ebrei furono emarginati e perseguitati. Veniva fatto loro indossare un cappello giallo per identificarsi, poi i nazisti gli imposero la stella di re David cucita sulle giacche. La nonna di Hitler era ebrea. L’imponente cattedrale di San Vito, dove incoronavano i re boemi, svetta sulla città; fu iniziata nel XIV secolo, la parte absidale è in stile gotico, fino al transetto; i lavori proseguirono molto più tardi, lo stile successivo è neogotico, e furono ultimati nel 1926. Nella chiesa del Bambin Gesù il poverino subisce una complicata vestizione (è un bambinello di porcellana alto 60 cm) da parte delle suore, poiché possiede un guardaroba degno di un vero re. I jeans che gli regalarono gli U.S.A. non glieli mettono mai e neppure li espongono al pubblico. Nell’aria vagheggia un sentore di spezie: la cucina è buona e leggera. I prezzi per noi sono contenuti, altrimenti salari e costi delle case sono simili ai nostri. Per il momento restano con la loro corona. Un tempo ricca di argento, causa di guerre, oggi è ritenuta papabile per l’uranio. Da sempre crocevia in Europa, la repubblica ceca gode di una pericolosa posizione strategica. Il muro definito John Lennon di fronte all’ambasciata di Francia è ancora ricco di scritte e di disegni inneggianti alla libertà invocata fino alla morte dai giovani sul finire dei sessanta. La guida Vera ci ha fatto passare per vicoli e giardini, dentro oasi di silenzio assoluto. Al castello di Carlo è custodita una gemma di opale, dono del Petrarca. Vi è inciso il volto dell’ultima moglie, che era giovanissima per il sovrano già vecchio e molto bella. La si ricorda anche per essere stata una donna molto forte: piegava a mani nude i ferri di cavallo. La bandiera ceca è bianca in alto (orizzontale) e rossa in basso (orizzontale) i colori dell’impero asburgico. Il cuneo laterale a sinistra di colore blu rappresenta la Slovacchia, anche se non fa più parte della repubblica. La polka è la musica tipica. Sull’isola di Kampa, affacciata sul fiume, c’è una casa bianca che durante l’ultima guerra vide ospitato un gran numero di artisti dalla coppia che l’abitava. Oggi è un museo di arte moderna. San Nicola è festeggiato il 6 dicembre e porta doni e cioccolatini ai bambini per tranquillizzarli dai frequenti passaggi notturni del demonio. Le caratteristiche salienti di questa magnifica chiesa, oltre a quanto già scritto, sono il marmorino veneziano utilizzato, che conferisce alle colonne un aspetto lucido; e il fatto che la struttura interna e la facciata sembrano in movimento. Il campanile è altissimo e un tempo servì ai pompieri e in seguito alla polizia.

Animali e parole.

L’inizio della primavera è la stagione dei cerbiatti. Gli orsi non ci sono più. Ce ne sono in Slovacchia. Pochi anche i lupi. Voda = acqua; namesti = piazza; laska = amore; mesto = città; hrad = castello. Per ultima non ultima il gufo Rosa, un esemplare di gufo bellissimo, compagna di Milan Dobes, detto Hagrid, che si guadagna la pagnotta vestito da falconiere del re Carlo ai piedi del castello di Karlstein. L’uomo ti fa infilare un guantone che arriva quasi fino al gomito e ci fa accomodare Rosa per una foto al costo di 1 euro. Rosa non la puoi toccare, perché nonostante il suo aspetto temibile ha paura e ti guarda con sospetto coi suoi incredibili occhi arancio.

Companeros de viaje.

Annalisa, accompagnatrice, 34 anni. Non sa se sposarsi, fare un bambino. E’ in fase di crescita. Molto piacevole. Ennio, l’autista, specializzato su Praga. Coppia di fidanzati freschi: lui il più alto del pullman e il più appiccicoso; lei graziosa e riservata. Nel film che ci siamo fatti, lui è innamorato e lei ci sta ripensando. Per noi tre che abbiamo seguito Robert Carlyle nella serie tv Stargate, abbiamo conosciuto uno che pur vagamente somiglia al personaggio del dottor Rush. Coppia simpatica e giovane per avere una figlia di 27 anni. Complimenti. Famiglia oooh!! Chi ha seguito Zelig lo scorso anno ricorderà il ragazzo sciroccato che frequentava le discoteche e non beccava mai e che indossava un paio di pantaloni muccati. Poiché il figlio ne indossava di simili il primo giorno, la sua famiglia è stata ribattezzata oooh!! Il suo grido di battaglia. Del comico. Brutti, davvero, e non parlo dei pantaloni. La coppia di argentini che 20 anni fa lasciarono Cordoba. Lei gran chiacchierona e lui silenzioso in sua presenza. Nel film che ci siamo fatti, lei comanda lui, lo tiene stretto al guinzaglio. Madre e figlia cinesi, vivono in Italia da 7 anni, lei ne ha 23 e la madre ne dimostra pochi di più. La figlia parla italiano perfettamente, la madre no. La donna sola, persa e svagata. Nel film che ci siamo fatti era alla disperata ricerca di un uomo oppure suo marito era all’ospedale. Gli altri, beh!, erano gli altri.

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