REISE NACH OSTERREICH

Viaggio in Austria, agosto 2012

Protagonisti: Ani + Simo / Vito + Emi

con la partecipazione straordinaria di Sara e Vince

v     sabato 4 agosto

Partiamo col favore delle tenebre, come ladri. O come quelli delle partenze intelligenti, sperando di evitare il bollino nero, che sa di pestilenza.

Albeggia appena. Siamo in Panda, celeste cielo, a metano. Il metano va un casino quest’anno! Siamo provvisti di Tom Tom, con cui facciamo presto amicizia e lui non protesta quando cominciamo a chiamarlo Tommy. Viaggiamo col minimo tecnico indispensabile per affrontare una vacanza in montagna, i nostri bagagli lo dimostrano.

Sta per arrivare sulla penisola l’ennesimo anticiclone africano, questo pare che si chiami ‘Lingua di Drago’, ma noi andiamo in montagna con felpe e giubbotti.

In autostrada quelli che scendono verso il mare sono letteralmente bloccati e ci spiano con una certa invidia, perché le nostre corsie sono libere come l’aria. La situazione ci fa comunque riflettere sul ritorno, la settimana che apre il Ferragosto, ed elaboriamo una strategia, che speriamo funzioni.

Ore 08.30, Verona nord. Ride bene chi ride ultimo: siamo quasi fermi. Traffico rallentato, hanno scritto… boh? Mò vediamo…

Fuori dal rallentamento a singhiozzo iniziano gli scherzi telefonici alla sorella maggiore sposata col geometra. La signora Marcuzzi, voce noiosa e petula, abita in via Berlino e lui, il geometra, le ha progettato un muro. Si lamenta la Marcuzzi con la moglie che risponde al telefono, cioè la loro sorella, dei maschi dell’auto. Si ricorda? Eh, no, non ce l’ha presente… Beh, è caduto! Capito? Ca-du-to! Pronto?, accento inglese, è l’altro fratello che chiama stavolta, ha vinto un viaggio, vuole rispondere a 3 domande? Non ci pensa neanche e chiude.

Intanto si aprono le montagne, si allungano le ciclabili, aumentano i ciclisti, le mele sono già belle tonde.

Sulla strada del lago Achen, siamo già oltre il confine, sostiamo per pranzo a base di zuppa, bollente!, e fa un caldo anche qua! Poi carne alla griglia, wurstel e insalata.

Arrivati. Il paese si chiama Maurach, am Achensee: ‘sul lago di Achen’. Siamo a 970 m slm.

E’ uno spettacolo. Della natura. Della natura dell’uomo che ama le cose belle, che sfrutta la natura per abbellire la propria vita e qui ci sono riusciti alla grande. La pensione Rofangarten non fa eccezione, è una delizia, tipica, e la proprietaria è squisita.

Per concludere il pomeriggio scendiamo a piedi al lago. Fanno kite e dei salti strepitosi. Soffia il vento, sempre di più, e quella che era una pioggerellina diventa un acquazzone e ci infiliamo le giacche a vento e le felpe.

La sera mangiamo la zuppa, ce ne sono cinque o sei e sono sempre quelle, e la gustosa, devastante omelette dolce con mirtilli rossi.

Urge una passeggiata sul lungolago, dove troviamo confortevoli chaise longue per la meditazione sulle acque nelle quali ci specchiamo noi, le montagne, le nuvole basse e le luci dei paesi.

v     domenica 5 agosto

Per smaltire la ricca colazione della pensione Rofangarten, saliamo dal paese verso il cielo con la funivia e una volta atterrati scegliamo un sentiero che porta su una testa rocciosa da cui gustare un panorama mozzafiato a 360°. Siamo arrivati a 2.039 m.

Curiosità: non ci sono italiani, ne incontreremo pochissimi nei giorni a venire, tranne a Innsbruck. Qua a soggiornare vengono quelli di lingua tedesca e qualche sparuto olandese, perciò ci sgamano subito. Ordine e perfezione, qui è un must, qualcosa che si trasmettono col dna, basta guardarsi attorno. Esempio: vendono un quotidiano per la strada; sta dentro una busta, assicurata al tronco di un albero; c’è una tasca in cui inserire 1 euro e poi si è liberi di ritirare la propria copia. Funzionerebbe da noi?

La nostra pensione è al completo, ma non sembra affollata, pare che non ci sia nessuno o quasi. Mi chiedo, in questo periodo, in luoghi come Moena, Madonna di Campiglio, quanta gente c’è? In montagna c’è posto per tutti, è vero, ma quassù ce n’è più che altrove.

E ci siamo lasciate convincere dal volo dell’aquila, io e la Simo! Li morté! A me ha preso il panico, e per affrontarlo ho chiuso gli occhi pensando di essere altrove; a Simo veniva da piangere. Ti imbracano, ti agganciano solo sulla schiena, braccia e gambe sono distese su appositi sostegni, ma non sono trattenute! In pratica si resta liberi e ‘rilassati’, sospesi nel vuoto, prima all’indietro a colmare un dislivello di 200 m, poi in discesa a 80 km/h. Uah! Alla terrazza del rifugio canederli con lo speck in brodo, gli immancabili wurstel, kartoffeln, krauti, strudel di mele affogato nella salsa alla vaniglia calda.

Siamo in cima al mondo, siamo i re del mondo! Facile dirlo dopo aver visto in faccia la morte…

Prendiamo un percorso per scendere al lago e incappiamo in un’altra chaise longue in posizione panoramicissima, per capire quant’è bello il mondo. Poi inizia la discesa ardita nel bosco e gli anni a qualcuno cominciano a pesare… o sarà colpa delle scarpe dette ‘da ballerina’?

v     lunedì 6 agosto

Sara e Vince, sorella maggiore sposata con geometra do you remember?, si uniscono alla vacanza. Sono in camper e tanto lo sapevamo già che sarebbero arrivati, ci avevano fatto troppe domande. Herzlich Willkommen! L’uomo che ci accoglie a colazione è il marito della signora ed è vestito alla maniera tirolese. Ha piccoli occhi celesti, furbi e simpatici. Lo yogurt ci mancherà.

Affittiamo le biciclette e ci prepariamo ad esplorare il lungolago. Fa caldo, il cielo è sgombro da nuvole; soffia un vento leggero che, ci crediate o no, mitiga la temperatura. Ci addentriamo in un territorio piacevole e dannatamente perfetto!

Pranzo: trota, patate con lardo, zuppa e strudel. Oh, issa! Burp!

Al ritorno cambia la temperatura, il cielo si copre, si alza il vento e il lago si riempie dei colori delle vele dei wind- e dei kite-surf.

Depositiamo le bici. Buffe, hanno solo il freno davanti sul manubrio, i cambi, e per frenare dietro bisogna andare all’indietro coi pedali.

In tempo, perché attacca a piovere, così ci rifugiamo in un ristorante tipico tipico, caldo caldo, e confortevole.

Piove ininterrottamente fino a notte inoltrata.

v     martedì 7 agosto

Ti porterò al lago, e ti darò in pasto ai pesci, dolci come te… Emi è il nostro cantautore e ci propone a ogni vacanza un motivetto, anche se si ferma al refrain. Di tanto in tanto lo ripete. E’ fatto così, che ci volete fare?

Prendiamo la funivia a Pertisau, paese opposto a Maurach, e camminiamo. Per arrivare a Pertisau abbiamo preso un bus pubblico, coi sedili come nei nostri pullman GT.

Si mangia al rifugio, da Heidi, così viene soprannominata la giovane pulzella che ci porta da mangiare e da bere. Ha un sorriso davvero grazioso e i tre maschi ci ricamano su una mezz’ora buona.

Vito ci fa notare quanto siano pulite le mucche da queste parti. Sono di razza ‘Amuchina’, dice, e si aspetta un riscontro divertito.

A Pertisau saliamo sul battello che fa il giro del lago.

Un consiglio a tutti coloro che verranno da queste parti in vacanza: andate al bagno. Alla toilette a fare pipì ogni volta che ne avrete l’occasione, perché qua i bagni sono una continua scoperta. In un cesso maschile hanno trovato una porta da calcio nella vaschetta e un chiaro invito a fare goal. Sul battello i bagni sono a pelo d’acqua e mentre ci si lava le mani, un oblò permette di vedere all’esterno, tanto per rendersi conto che si è immersi nel lago con solo la testa fuori.

v     mercoledì 8 agosto

La giornata inizia nel treno a carbone, vetture e locomotiva originali, del 1907. Il treno si annuncia col caratteristico fischio e un gran nuvolone nero. Scende a valle per una via boscosa e ripida fino ad incontrare la ferrovia moderna.

A volte l’intuito procura piacevoli scoperte. Una volta a Jenbach, al capolinea, a caso saliamo su un autobus degli anni 40/50, che parte per un castello. Scendiamo, guardiamo e riprendiamo il solito bus, che intanto ha fatto un giro, e arriviamo a Schwaz, nella valle dell’Inn, dove la signora della pensione, Frau Stephanie, proprio quella mattina ci aveva indicato un ristorante tipico. Schwaz è la città più grande del comprensorio, ma si stava meglio in quota, e detto da me che male sopporto il freddo è davvero strano, e qua fa troppo caldo con la maglia di lana da trascinarsi appresso come la coperta di Linus.

Col treno a carbone, al ritorno, scendiamo a Eben, il municipio del lago, e proseguiamo a piedi fino a Maurach.

Una volta riassestati in albergo, ripartiamo per la cena, stavolta in auto, appena dopo il lago.

I fotografi: Emi fa foto e filmati e li riguarda continuamente. Vito ha la macchina nuova, accessori nuovi e uno zaino apposito nuovo. Il tutto viene soprannominato ‘la bambina’, perché non se ne separa mai e la custodisce più che un figlio.

A tavola: si mangia sempre troppo, poi nascono i sensi di colpa.

La VIGNETTA! Abbiamo comprato la Vignette. What is it? Eh! In Austria, badate bene, l’autostrada è gratuita e ce ne siamo stupiti entrando, all’andata. Un uccellino di nome Vince ci ha fatto notare l’utilità di acquistare ‘sta vignetta da appiccicare al vetro davanti, bene in vista, pena una multa di quasi 400 euro! Solo se vi ferma la polizia, però è meglio comprarla: 8 euro per 10 giorni. Oh, a mettere un cartello tradotto, evidenziato con un bel ACHTUNG, no? Mò aspettiamo solo che ci fermino. Così, per il gusto di mostrarla, visto che l’abbiamo comprata…

E domani AQUA-DOME: le terme!

Sara e Vince abbandonano il gruppo e proseguono verso altre destinazioni.

v     giovedì 9 agosto

Il fedele Tommy ci guida alle terme, che si trovano a un centinaio di km dal lago. Sono famose e belle, nulla da ridire. Ci rilassiamo nelle piscine calde e passiamo direttamente all’esterno. C’è la rotonda col vortice da cui è difficile uscire e le tazze sospese in cui si fa idromassaggio, bagno in acqua salata con musica, poi in acqua sulfurea. C’è anche uno scivolo coperto, un tubo, che inizia candido e termina perfido. Io stavolta non ci casco, la Simo sì e se ne pente.

Per il pranzo ci spostiamo a Solden che, come dice il nome, è caro, peggio che a Riccione in viale Ceccarini. Non ve lo diciamo neanche quanto poco abbiamo mangiato e quanto abbiamo pagato per forse il peggior caffè della vacanza.

Visitiamo Innsbruck, la città vecchia. Mangiamo un wurstel divino con senape a uno stand gastronomico e una fetta di torta Sacher al Sacher Café. Boni! Tutti e due: wurstel e Sacher. C’è anche una birra ottima da queste parti, la hefe (?), si pronuncia così. Si trova in versione chiara o scura, non è filtrata, è leggermente pastosa e profumata.

Emi non ha mangiato il wurstel allo stand di Innsbruck e si mangia il gomito e adesso c’ha fame e noi, per fargli compagnia, a Maurach acconsentiamo a bere qualcosa. Ed è giovedì, signore e signori, la serata danzante con musica dal vivo nel locale in cui ci fermiamo. Hanno fatto il pienone! Arriva un duo maschile in costume tirolese e vai con la fisarmonica! Tanz mit mir, Corinna, daje, bella! Balla con me, Corinna. Le donne sono protagoniste delle canzoni e sono, manco a dirlo, le più belle. Fino alla canzone successiva. Regalami una notte, uh uh! Sono motivi che invitano alla gioia e molti scendono in pista, si fa per dire, a ballare. Noi siamo al piano superiore e ci gustiamo i ballerini che volteggiano tra l’ingresso e il bancone. Gli uomini dal balcone sbirciano nei davanzali delle signore, che numerose si sono presentate anch’esse in costume tipico. Ai musicanti viene offerto lo shortino di Schnaps, di grappa. Essi allora si rivolgono al tavolo che li ha omaggiati e scherzano un po’, recitano un proverbio, contano fino a cinque, poi Prost! Alla salute! E giù, tutto d’un fiato. E dopo meno di un’ora ne hanno già scolati, quanti? Tre, quattro?

Bella serata, inaspettata e divertente.

v     venerdì 10 agosto

Con la Rofanseilbahn risaliamo in alto e ci inoltriamo per un sentiero che ci conduce nel più assoluto silenzio, tra alpeggi e cime. Non l’avrei creduto possibile in pieno agosto.

Al nostro rifugio preferito assaggiamo il Buttermilch, latte di burro?, che altro non è che jogurt liquido, acido e gradevole, con cui alcuni pasteggiano. Gesù, che freddo! Non esce più il sole, neanche a invocarlo, per questo riscendiamo dopo una sola mano di burraco.

Curiosità: l’acqua del lago, di origine glaciale, alimentato esclusivamente dalle sorgenti, è talmente limpida che si potrebbe bere.

Nei prati razzolano robotini, tipo quelli che qualcuno ha comprato per casa, che girano a tirar su polvere finché non incontrano un ostacolo, allora si fermano, pensano, e ripartono, poi tornano alla base da soli quando sono scarichi. Ebbene questi sminuzzano l’erba, che co’ ‘sto tempo cresce!, e circolano nel perimetro loro assegnato. O se no ci sono le capre.

La giornata si conclude oltre il lago, poi, come il robotino, facciamo ritorno e ci fermiamo in un ristorante dove persone ‘ in tiro scuro’ festeggiano? Cos’è un matrimonio? No, una cerimonia. Cerimonia de che? Scopriamo, con una leggera angoscia, che si tratta di un funerale. Parenti e amici del povero estinto cenano insieme cordialmente, un modo per allontanare la tristezza, il distacco. Vogliamo andare via, ma no, prego, accomodatevi. A un tavolo nella sala del morto. Il morto è là, in una cornice. Era pure giovane, un quarantenne, e se ne sta sorridente, povero!, su un tavolino che hanno addobbato a mo’ di altare, con tanto di croce erbosa e timide candeline.

 

Ed eccoci sulla via di casa. E’ sabato, bollino nero, ma noi siamo furbi, eh eh! e lasceremo l’Austria dopo pranzo. Scelta che si rivelerà azzeccata. Dicevo? Eh eh!

La mattina a Wattens, dove c’è la fabbrica Swarovski, si visita il Kristallwelten, magico e scintillante mondo visionario fatto di cristallo. E’ un imperdibile, emozionante percorso futurista, in cui ci si perde nel sogno, al buio, risvegliati dalle luci, dai colori e dalla musica. Il mio angolo preferito: il ballo del sole e della luna sulla pista ghiacciata, coi pattini ai piedi.

Al Brennero ultimo wurstel nel panino, con senape, ketchup e curry! E da domani dieta!

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